B.J. Burrows
 
BJ BURROWS-INTERVISTA

Abbiamo imparato a conoscere l’opera di BJ Burrows, presenza conclamata nel mondo dell’arte contemporanea, ora conosciamo l’artista che sta dietro a questi lavori che si sono imposti di forza al grande pubblico.
(I)- Eccoci qua BJ, cosa vorresti cominciare a dire? Forse una breve presentazione?
(BJ)- Ok! Ho compiuto da poco 26 anni, sono nato nel 1982. Il disegno è stata una mia grande passione fin da piccolo, ma poi ho trovato terreno fertile nella fotografia e nel creare, tramite l’elaborazione digitale, immagini surreali. Questo lo facevo per un mio diletto, poi mi sono accorto che queste creazioni piacevano molto anche ad altri.
(I)- Da dove nasce l’ispirazione per i tuoi lavori?
(BJ)-Mi hanno sempre affascinato le proporzioni del viso umano e anche i volti animali. Ci sono dei parametri tra la distanza degli occhi, la misura del naso, o la forma della bocca…Ad esempio i cuccioli di animale e i bambini hanno una morfologia del viso che ci trasmette innocenza.
Quindi sono stato ispirato dall’indescrivibile comprensione che un individuo possiede con la fanciullezza e che mai più possederà. Così ho cominciato, e il tutto si è evoluto verso la manifestazione di una bellezza che nessuno potrà mai avere.
(I)-In effetti le ragazze nelle tue opere hanno occhi felini, si ritrovano spesso tratti animali…
(BJ)-Sì concordo, in effetti in futuro mi piacerebbe creare delle ragazze i cui volti siano una via di mezzo tra l’umano e l’animale.
(I)- Come si svolge il tuo lavoro?
(BJ)- Beh, dopo aver compiuto varie sessioni fotografiche, scelgo le immagini e da lì impiego circa 3 giorni per modificarla.
(I)- Le ragazze nei tuoi lavori sono calate in un universo glamour, sono vittime di un sistema di mode e convenzioni per apparire, cosa ne pensi al proposito?
(BJ)-Credo che l’aspetto più pericoloso stia nel fatto che l’attaccamento a certi stereotipi estetici spesso porta fuori strada da quelle che sono le cose davvero importanti nella vita .
Certo la moda è affascinante, ma bisogna mantenere il giusto distacco, di certo non è il metro di misura di un civiltà!!!

Intervista a cura di Rebecca Delmenico